Quando si immagina un safari, il pensiero corre naturalmente alla savana, agli animali e ai grandi parchi del Paese. Ma c’è un altro aspetto dell’esperienza che spesso suscita curiosità prima della partenza: cosa si mangia durante un safari in Tanzania?
La risposta è meno “selvaggia” di quanto si potrebbe immaginare. Nei lodge e nei campi tendati la cucina è organizzata con grande attenzione e propone generalmente un mix di piatti internazionali, ingredienti freschi e ricette ispirate alla tradizione locale. Durante le giornate trascorse in fuoristrada, invece, i pasti vengono adattati ai ritmi del safari, con colazioni molto presto, pranzi organizzati in base all’itinerario e piccoli snack tra un avvistamento e l’altro.
Per chi desidera conoscere anche il lato gastronomico della Tanzania, ci sono poi diverse specialità locali da assaggiare: dall’ugali al nyama choma, passando per il pilau, il chapati e la frutta tropicale.
Come sono organizzati i pasti durante un safari
Una giornata di safari comincia spesso presto. I primi game drive possono partire all’alba, quando la temperatura è più fresca e gli animali sono particolarmente attivi.
Anche la colazione viene quindi organizzata in funzione dell’itinerario: può essere servita prima della partenza, al rientro dal primo game drive oppure, in alcuni casi, accompagnare la partenza mattutina con una soluzione più semplice.
Il pranzo segue invece i tempi della giornata e la distanza da percorrere all’interno del parco. La modalità viene organizzata in base all’itinerario, così da conciliare i tempi dei pasti con quelli dedicati al safari.
La sera, dopo il rientro, arriva il momento del pasto più rilassato della giornata: la cena. Nei lodge e nei campi tendati può trattarsi di un menu articolato, con antipasto, portata principale, contorni e dessert.
La colazione prima del game drive
La colazione è probabilmente il pasto che più risente degli orari del safari.
Quando la partenza è prevista molto presto, è possibile trovare una colazione semplice con caffè, tè, succhi, biscotti o prodotti da forno. Se invece si parte più tardi o si rientra dopo il primo game drive, il menu può essere molto più completo.
Nei lodge e nei campi tendati è comune trovare una combinazione di:
• uova preparate al momento
• pane e prodotti da forno
• frutta fresca
• yogurt e cereali
• marmellate
• tè e caffè
• succhi di frutta
La disponibilità varia naturalmente in base alla struttura e al trattamento previsto. Le sistemazioni di categoria superiore possono offrire una scelta più ampia e un servizio più articolato.
Una caratteristica interessante è la presenza della frutta tropicale, che può diventare una piacevole introduzione ai sapori locali già dalle prime ore della giornata.
Cosa si mangia a pranzo durante un safari in Tanzania
Durante una giornata di safari, anche il pranzo segue i ritmi dell’esplorazione e viene organizzato in base all’itinerario e alle distanze da percorrere all’interno del parco.
Quando non è possibile rientrare al lodge per i tempi e le distanze dei game drive, Tracks of Africa propone l’hamper lunch al posto del classico lunch box, da gustare durante una sosta nel parco. Quando invece l’itinerario lo consente, oppure il cliente preferisce rientrare, è possibile organizzare il pranzo al lodge e gustare un pasto caldo prima di riprendere il safari nel pomeriggio. Per chi sta valutando la durata del viaggio, può essere utile scoprire gli itinerari safari di 6 o 7 giorni.
Lunch box o hamper lunch: qual è la differenza?
Il lunch box è un pasto confezionato singolarmente, con alimenti pratici da trasportare e consumare durante il safari.
L’hamper lunch è invece un cestino con diverse pietanze, pensato per essere condiviso e gustato durante una pausa. Offre quindi una presentazione più conviviale e una maggiore varietà di alimenti.
Gli snack: piccoli momenti che fanno parte del safari
Tra un game drive e l’altro può capitare di avere a disposizione qualcosa da mangiare.
Gli snack sono particolarmente utili durante le giornate più lunghe, quando si trascorrono diverse ore sul veicolo. Possono essere semplici, come frutta, biscotti, frutta secca o piccoli prodotti da forno.
Durante il safari, Tracks of Africa garantisce sempre la presenza a bordo del veicolo di acqua, snack e bevande analcoliche, da consumare durante le pause o lungo il percorso.
E poi c’è un momento che non è propriamente un pasto, ma che può diventare uno dei ricordi più piacevoli del viaggio: la pausa al tramonto.
Il cosiddetto sundowner consiste in una sosta panoramica alla fine del pomeriggio, quando il ritmo del safari rallenta e ci si può concedere una bevanda accompagnata, a seconda della struttura, da piccoli stuzzichini.
E a cena?
Dopo una giornata trascorsa nella savana, la cena rappresenta generalmente il momento più tranquillo.
Nei lodge e nei campi tendati il menu può comprendere piatti internazionali insieme a ricette che richiamano la cucina dell’Africa orientale. Non è raro trovare zuppe, verdure, riso, pasta, carne, pesce e dessert, con ingredienti freschi che cambiano in base alla disponibilità.
È proprio durante la cena che può essere interessante chiedere alla struttura quali piatti locali siano disponibili.
La cucina proposta nei safari, infatti, non è necessariamente esclusivamente tradizionale. Molte strutture cercano un equilibrio tra ricette familiari per i viaggiatori internazionali e sapori della Tanzania, così da rendere il menu accessibile senza rinunciare alla possibilità di scoprire qualcosa di nuovo.
Le specialità tanzaniane da provare
Se vuoi andare oltre la cucina internazionale dei lodge, ci sono alcuni piatti che vale la pena cercare durante il viaggio.
Ugali
L’ugali è uno degli alimenti più rappresentativi della cucina dell’Africa orientale. Si tratta di una preparazione a base di farina di mais e acqua, dalla consistenza compatta, generalmente servita come accompagnamento.
Viene consumato insieme a carne, pesce, legumi, verdure o salse e costituisce una presenza importante nella cucina quotidiana tanzaniana.
Il suo gusto è delicato: più che un piatto da assaporare da solo, è pensato per accompagnare gli altri ingredienti.
Nyama choma
Il termine nyama choma indica la carne alla griglia, una preparazione molto diffusa in Tanzania e in altre zone dell’Africa orientale.
Può essere preparata con diversi tipi di carne e viene spesso associata a momenti conviviali. Per un viaggiatore, assaggiarla in un ristorante locale o in una struttura che propone cucina tradizionale può essere un modo semplice per entrare in contatto con una parte della gastronomia quotidiana del Paese.
Pilau
Il pilau è un riso profumato e speziato, particolarmente diffuso nell’Africa orientale.
Cardamomo, cumino, chiodi di garofano e altre spezie contribuiscono al suo aroma caratteristico. Può essere accompagnato da carne, pollo o verdure.
È una preparazione interessante anche per chi vuole scoprire il legame tra la cucina dell’entroterra e le influenze commerciali e culturali arrivate lungo la costa dell’Oceano Indiano.
Chapati
Il chapati è un pane piatto molto diffuso in Tanzania e nell’Africa orientale.
Può accompagnare diversi piatti, essere consumato a colazione oppure utilizzato per raccogliere salse e pietanze. La sua presenza riflette anche le influenze della cucina indiana che hanno contribuito alla formazione della gastronomia della regione.
Mandazi
Per uno spuntino o una colazione diversa dal solito si può provare il mandazi, un piccolo impasto fritto leggermente dolce.
È uno dei prodotti da forno più conosciuti della cucina dell’Africa orientale e si accompagna bene a tè o caffè.
Frutta tropicale
La frutta merita un capitolo a parte.
Ananas, mango, papaya, banana e passion fruit possono comparire frequentemente nelle colazioni, nei dessert o come snack. Dopo diverse ore nella savana, una porzione di frutta fresca è anche un modo piacevole per fare una pausa leggera.

Si mangia anche vegetariano durante un safari?
Sì. La cucina dei lodge e dei campi tendati può offrire diverse alternative vegetariane, ma è importante comunicare le proprie esigenze alimentari prima della partenza.
Anche la cucina tradizionale tanzaniana offre diverse possibilità a base di riso, legumi, verdure, patate, mais e frutta, che possono essere adattate alle esigenze di chi segue una dieta vegetariana.
Come vengono gestite intolleranze e allergie alimentari?
In presenza di allergie, intolleranze o diete particolari, è importante informare in anticipo il tour operator e le strutture che ospiteranno il soggiorno. In questo modo è possibile organizzare i pasti tenendo conto delle esigenze specifiche.
Nei contesti più remoti, la disponibilità di determinati ingredienti può essere più limitata rispetto a un ristorante in città. Comunicare le proprie necessità con anticipo permette quindi di pianificare meglio i pasti durante il viaggio.
Il cibo è diverso tra lodge e campo tendato?
Non necessariamente. Lodge e campi tendati possono offrire una cucina simile: a fare la differenza sono soprattutto la categoria della sistemazione e il tipo di servizio.
Nelle soluzioni più semplici, i pasti sono generalmente serviti a buffet, con una selezione di piatti tra cui scegliere. Nelle sistemazioni di livello superiore, invece, è più frequente il servizio al tavolo, con menu à la carte o portate servite singolarmente e una maggiore cura nella presentazione.
La proposta gastronomica può variare anche in base alla posizione e all’organizzazione del soggiorno, ma in entrambi i casi è possibile trovare una cucina varia e curata.
Acqua e bevande: cosa aspettarsi
Durante le giornate di safari, Tracks of Africa, tour operator specializzato in safari in Tanzania, garantisce sempre la presenza a bordo del veicolo di acqua, snack e bevande analcoliche, così da avere a disposizione tutto il necessario durante le ore trascorse nel parco.
Nei lodge e nei campi tendati sono sempre inclusi acqua, caffè e tè. La disponibilità di altre bevande analcoliche o alcoliche può invece variare in base alla tipologia di lodge o campo tendato e al trattamento previsto.
È sempre consigliabile controllare cosa sia compreso nel proprio programma prima della partenza, perché pasti e bevande possono essere inclusi con modalità diverse a seconda del safari scelto.
Mangiare in Tanzania fa parte del viaggio
Il cibo durante un safari non è semplicemente una necessità pratica tra un game drive e l’altro. È anche uno dei modi attraverso cui il viaggio permette di entrare in contatto con la Tanzania.
Da una parte ci sono i ritmi particolari della giornata: la colazione prima dell’alba, il pranzo durante l’esplorazione, una pausa con uno snack e magari un drink davanti al tramonto. Dall’altra ci sono ingredienti e ricette che raccontano la storia del Paese, dalle preparazioni a base di mais e riso alle spezie che caratterizzano soprattutto le aree costiere.
Per questo, quando si organizza un safari, vale la pena non concentrarsi soltanto sulla scelta dei parchi e degli avvistamenti. Anche la tipologia di lodge, il trattamento previsto e la possibilità di provare piatti locali possono contribuire a rendere l’esperienza più completa.
Per chi desidera costruire un viaggio in base ai propri interessi e alle proprie esigenze, è possibile personalizzare l’itinerario del proprio viaggio. E magari, tra un incontro con un elefante e un tramonto sulla savana, il ricordo più inaspettato sarà proprio quello di un piatto assaggiato per la prima volta.